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Homo comunis

Il problema è cercare di capire quando smettere di leggere e cominciare a scrivere...
11 März

Finalmente sono di nuovo un potenziale Piegavalvole!

Finalmente dopo tanti e tanti mesi è arrivata la mia nuova cavalcatura: una Triumph Street Triple 2008!!!

Ritiro Street Triple 16

Ritiro Street Triple 17

Ritiro Street Triple 18

Ma non solo: i ragazzi della Ferbike di Lucca, hanno messo on-line le foto scattate al momento del ritiro. Grazie!

24 Januar

Un sacco di pensieri sull'Intercity Plus Milano-Pisa delle 18:10.

E' un pò che mi trasporta a casa dopo una settimana di lavoro fuori casa ma stavolta è speciale. E' speciale perchè per un certo verso è l'ultima. Lo sento e lo percepisco. Ho salutato tutti i colleghi con i quali ho condiviso, chi più chi meno, circa due mesi di vita milanese. O per meglio dire di lavoro milanese. Ma quasi nessuno è milanese a dire il vero. Qualcuno lo è diventato, la maggior parte è solo ospite come me. Li ho salutati per la seconda volta visto che già lo avevo fatto credendo fosse il momento giusto. Ma la seconda volta è peggio. E' vero, la maggior parte li conosco, o per meglio dire li frequento, da poco tempo, quindi non dovrebbe lasciare molti segni il distacco. Ma non è così. I bivi nella vita quotidiana sono frequenti ma in lontananza è quasi sempre possibile scorgere la vecchia via che, magari contorta, ci corre a fianco. E' rassicurante. Stavolta non è così. Ho visto nel calore degli occhi nelle persone che mi davano la mano, o avvicinavano il viso per un più vicino saluto, il riflesso dei miei pensieri confusi. Chissà se sono almeno vicino a capire cosa provassero quando mi salutavano. Almeno qualcosa.

In bocca al lupo a tutti voi.

30 November

Dimissioni & la vita che continua.

E' così è va digerita. Sia chiaro ne sono felice, dato che ormai non ambivo ad altro da molto, molto tempo. Però è sempre un momento cruciale ed in questo momento per me, nella mia vita, ancor di più. Parlo della carriera ovviamente, ma anche dal punto di vista personale non può non avere influenza. D'altronde si lavora per una bella porzione della propria giornata. E tutto il contorno, come il pranzo ed il viaggio, ne aumenta l'ampiezza. Avrei voluto sinceramente che le cose fossero andate meglio. Come in un rapporto d'amore non è mai tutta colpa di uno dei due se si arriva a lasciarsi, in questo caso anche io ho le mie colpe.

Mi ero posto un obiettivo cominciando questo lavoro, lo dico sempre, come un mantra: vorrei che le mie competenze fossero messe al servizio della società in modo che le due parti ne traggano reciproca soddisfazione. Soddisfazione. Sembra così irraggiungibile ed effimera. Eppure questo credo il lavoro dovrebbe dare. Altrimenti è un tunnel infinito. E questo per me era diventato. Il mio obiettivo è stato completamente disatteso poichè non sono riuscito a contribuire quanto avrei voluto. Ed invece ho "preso" quel poco che potevo. Esperienza. Solo questo ho preso. Nessuno mi chiamerà ladro per questo. Ed avrei voluto restituirla ogniqualvolta mi accorgevo dell'approssimarsi di un errore. O una scelta importante. Ho tentato. Ma io non contavo abbastanza. Potrebbe essere preso come lo sfogo di un represso "violentatore di tastiere" (cit.) ma c'ho pensato bene e non è così. Come posso affermarlo con tale sicurezza? La situazione attuale. Avrei voluto proporre. Non sono un genio, quello no. Ma mi guardo in giro e spesso è sufficiente. Avevo l'impressione di vivere in un contesto estraneo all'ambiente esterno. Come se "il fuori" non contasse, nell'arrogante convinzione che non ci sia necessità di autocritica o di riflessione o di confronto: niente di tutto questo.

Eppure a livello microscopico ci sono le persone. E tra queste più di qualcuna capace. Qualcuno molto. Ma non è bastato. Come possa accadere? Un mistero. O forse la visione contorta della realtà da parte dei pochi che contano. Ma tra questi non io. Nel bene e nel male non io.

Adesso si cambia e si ricomincia ma non da capo. Io sono diverso ed il mondo pure. Si va avanti piuttosto, ma non mi do per vinto. Non ancora.

22 Oktober

Buon 125.713.080esimo chilometro su questo pianetucolo Paolo!

Il primo pensiero non può che andare al mio fratellino. Certo, il pensiero l'ho avuto stamani, ma la vita frenetica mi costringe a scrivere solo ora, in treno, durante il viaggio di ritorno verso casa. E si, certo, fratellino ormai mica più tanto. A 27 anni "ini" non lo si è più molto. Forse "ino" rispetto a me lo è ancora (solo per un pò) fisicamente. Per il resto non mi pare che lo sia mai stato. E' cresciuto, forse prima di me. Vabbè, ma io sono lento in tutto. Non ci frequentiamo molto purtroppo. Non so perchè. Ma so che lui è lì. E spero lui pensi lo stesso di me. Oh! Io ci sono. Lacrime, lacrime, smack, ok, fine.

Un'ultima cosa: perchè "125.713.080esimo chilometro su questo pianetucolo"? Dai è semplice. E' la circonferenza della Terra moltiplicata per il numero di giri effettuati in 27 anni. Un bel titolo ad effetto, eh? Vista così viene resa molto meglio la fatica che questo mondo deve fare per completare il più elementare dei movimenti periodici che ci coinvolge. Tutti. Dal primo all'ultimo. Che si voglia o no. Non siamo poi così tanto diversi l'uno dall'altro, ricordiamocelo.

I movimenti periodici ci hanno finalmente portato anche il tanto agognato inverno. E' freddo. Molto. Ma non mi voglio mai arrendere facilmente al fatto che devo coprirmi di più. Oggi tremavo in ufficio complice il fatto che come al solito ci lasciamo prendere alla sprovvista. Da tutto. Anche dall'inevitabile. Siamo fatti così.

Questo periodo è un pò strano. Da un lato la malinconia per l'estate che è ormai lontana, dall'altro il desiderio del periodo natalizio. A me piace. E parecchio. A molti meno. Non aspetto altro che gli addobbi natalizi. L'albero di Natale da addobbare. Le canzoni natalizie ormai ridotte a insipidi jingle. Ma mi piace ugualmente. Mi hanno abituato così. E non ci vedo niente di male nel cercare di essere gioiosi e felici. A me riesce bene. Non mi abbatto facilmente per mia fortuna. Qualcuno mi dice che quando vado in giro non dovrei tenere troppo il sorriso ebete stampato in faccia che poi la gente crede di esserne la destinazione. Ma non mi riesce. A volte è diverso, ma la maggior parte delle volte son così.

Ieri siamo stati a giro a Lucca. E' proprio una bella città. Cittadina per meglio dire. Questo è quello che sembra. Piccola. Curata. Probabilmente ricca. Dentro le mura è così. Fuori non ne ho idea. Insomma a Lucca c'era già un certo clima natalizio, con i venditori di castagne arrosto, la gente che si accalca nei negozi, alle pizzerie per prendersi un pezzo di pizza calda o nei bar per una cioccolata che ti coccola. Ieri è stata proprio come una gita, in treno da Pisa a Lucca con un treno a gasolio. Sono convinto che il treno abbia qualcosa di magico. Anche adesso dopo ormai quasi dieci anni che lo prendo per lavoro. Ecco, dovrebbe essere tutto come una gita.

Altrimenti a cosa servono 125.713.080 chilometri su questo pianetucolo?

P.S. Ieri a Lucca mi son comprato il kit Nike+iPod. Era scontato in un negozio che liquidava tutto. Ne ho già parlato? Semplicemente è un kit composto da un piccolo sensore radio da piazzare dentro/sulla scarpa che colloquia con un ricevitore attaccato all'iPod nano che ho regalato alla Fr@ (ma che sempre più spesso gli sequestro). L'accoppiata serve a realizzare un podometro integrato dentro l'iPod che si trasforma quindi in un allenatore che tiene traccia dei propri allenamenti, della velocità di corsa, della resistenza. Ma non basta. Una vocina ti tiene aggiornato mentre corri ascoltando la tua musica preferita (magari una compilatio creata apposta per darti il ritmo) e, se proprio non ci si fa più, basta premere il pulsante centrale per far partire la PoweSong, ovvero la propria canzone che da la carica. Ovviamente il tutto viene incamerato dall'iPod così che si possa verificare se la PowerSong adempie al proprio compito o nemmeno quella serve a destarci dalla pigrizia. Una volta a casa si scarica tutto grazie ad iTunes e, previa registrazione sul sito di Nike+, si possono lanciare anche le sfide a dei perfetti sconosciuti. Questo è il futuro ragazzi...

19 Oktober

Settimana intensa

E non è nemmeno finita.

E' cominciato tutto domenica mattina. Ci alziamo a metà mattinata con l'intenzione di andare a fare colazione al bar, quando di solito ce la prepariamo a casa. La nostra macchina che, amorevolmente, chiamiamo "la caretta" aveva la spia della benzina accesa da qualche tempo quindi ci chiediamo "Si fa prima benzina o colazione?". Decidiamo per la seconda. Ci fermiamo davanti al bar, ma siccome non c'è un parcheggio (ed io rompo le scatole per non lasciarla in doppia fila com'è peraltro abitudine per tutti gli altri, pare) decidiamo di fare un altro giro di piazza per aspettare che se ne liberi uno. Un successo. Al nostro ritorno se ne libera uno giusto lì davanti. Urrà. Facciamo colazione avvolti da un'orda di barbari che entrava per la prima volta in un bar occidentale. Non è un problema. E' domenica mattina. Oggi tutto è più leggero. Anche il bambino copia 0,7:1 del padre, grazia compresa. Che vuole a tutti i costi un pezzo di focaccia. Sono le 11 e lui SICURAMENTE non ne ha bisogno. Vabbè. Il mondo è colorato, dunque bello.

Usciamo allegri.

Entriamo in auto, giro la chiave e "la caretta" non si avvia. Ecco fatto. Vabbè. E domenica mattina e tutto è più leggero. Ridendo e scherzando andiamo a prendere la benzina al distributore che per fortuna non è lontano. Mentre io sono lì con la bottiglia in una mano e la riempo con la pompa con l'altra, passa una moto. Forte, ha lo scarico aperto. Senti che sound. Questo si che ti rimette in moto. Vai! Dacci dentro.

Non è solo. Ci credo. E' una giornata meravigliosa. Il sole splende e la temperatura è mite. Cosa c'è di meglio che una bella girata in gruppetto? Ma non è un gruppetto. Saranno passati in cento e più. Tutti galvanizzati. Loro. Io meno. Mi sembra che tutto il mondo vada in moto mentre io, a piedi, riempio due bottiglie di benzina.

PRI-PRIN, PRI-PRIN, PRI-PRIN! Un sms. E' una nostra amica che ci avverte che oggi c'è un motoraduno. Vabbè oggi è domenica, quindi è tutto più leggero. Ma che fatica, però. Mi rassereno pensando che la moto che ho già ordinato arriverà a febbraio. Mi scopro a sperare nella cattiva stagione intanto...

Lunedì. E' il giorno dell'evento X. Non ne parlerò per scaramanzia, Se non per citare il fatto che per liberarmi dal lavoro devo fare carte false. E' un periodaccio per tutti e lo capisco. Ma se ne potrebbe discutere.

Martedì e mercoledì sono due giorni fotocopia o meglio, un unico lungo giorno. Esco da lavoro alle 19:45, il che significa che entriamo in casa circa alle 21:15. In tempo per i nostri serial preferiti. Mentre si cucina però. Vabbè, la vita è allegra se ci sono delle novità. Quindi tutto è più leggero. Siamo stanchi e dopo una doccia ristoratrice andiamo a letto verso l'una.

Giovedì. Ieri. Decidiamo di uscire, per la prima volta da quando ci siamo sposati, separatamente. Non per scelta. Non è mai capitato prima di sentirne la necessità. Però voglio cercare di tornare a giocare a tennis con un mio grande e vecchio amico al quale purtroppo non ho ancora scovato quale porzione di tempo dedicare. Il giovedì sera potrebbe essere il "buco" giusto.

Vittoria

Arriviamo di gran carriera a casa dopo essermi dovuto subire le pressioni per "non uscir prima" da lavoro da parte del capo (18:20, esattamente dopo otto ore dall'ingresso, preciso). Vado a giocare a tennis. E' una cosa che mi piace, quindi è tutto più leggero.

Prendo l'autostrada che così non incontro traffico, penso. Tanto comunque è presto. Ma voglio godermi tutto con calma. Pochi chilometri e l'idillio svanisce in un lampeggìo rosso sul cruscotto: la temperatura dell'acqua è impazzita. Ahia. Rallento. Cerco di raggiungere l'uscita più vicina e mi rendo conto che per fortuna è proprio li a due passi (speriamo di non doverli fare a piedi). Ce la faccio, pago al casello e "la caretta" si spenge. La spingo fumante fuori dal casello e penso che per fortuna non piove. Non mi convinco al punto da pensare che ciò renda tutto più leggero.

Risultato: bruciata la guarnizione di testa causa poca acqua nel radiatore. Accidenti a me. Accidenti a me. Accidenti a me.

La vita va saputa prendere. E tutto è più leggero. Magari domani. Magari subito se penso a lei.

P.S.: Questa settimana niente piscina. Il lavoro me lo ha impedito. Sigh.